Chiuso positivamente l’anno del nostro confidi lombardo che ha potenziato la sua operatività
In un 2008 che sul finire è stato colto dalla peggiore crisi finanziaria a livello mondiale che si registri dal 1929, la Libera Artigiani nel credito ha potenziato la propria efficacia a sostengo del settore.
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Grande soddisfazione hanno espresso il presidente della Libera, cav. GIUSEPPE CAPELLINI, e da tutto il consiglio direttivo: “È un momento difficile perché la crisi di liquidità ha reso sempre più difficile l’accesso al credito, soprattutto per le piccole imprese artigiane e non. Le associazioni con i confidi possono intervenire e sostenere gli imprenditori – commenta Capellini. L’esempio palese è nell’aumento di operatività di Artfidi Lombardia”.
Infatti Artfidi Lombardia ha incrementato le pratiche esaminate ed ha incrementato esponenzialmente gli importi approvati per essere finanziati. Sono questi i due elementi essenziali che il confidi presenta a consuntivo di un 2008 difficile.
Artfidi, che a Crema trova la sua sede ed il suo naturale partner nella Libera Associazione Artigiani, nel 2008 ha raggiunto un numero di pratiche esaminate pari a 1843, contro le 1529 del 2007. Un incremento di oltre il 20%, che diviene ancor più eclatante nell’analisi degli importi approvati dai comitati tecnici, che raggiungono in totale la cifra rilevante di oltre 117 milioni di euro, con un incremento del 47,73% sullo scorso anno.
Il solo comitato tecnico di Crema, presieduto da Giacomo Gorlani, ha esaminato 312 richieste (contro le 170 del 2007) ed ha approvato finanziamenti per 21 milioni di euro, con un incremento di 13 milioni rispetto all’anno precedente.
In particolare, negli ultimi mesi del 2008 ci sono state molte richieste di finanziamento dovute alle necessità che si sono create in rapporto al determinarsi di elementi critici che preludono a quanto ci potrebbe aspettare nell’anno corrente. Tuttavia, se da un lato l’aumento esponenziale di richieste di finanziamento rivela uno stato di fibrillazione delle imprese, dall’altro dimostra che per ora la temuta stretta creditizia non c’è stata o, quantomeno, non ha inciso in modo rilevante sull’economia locale.
L’aumento delle richieste, comunque, pone una questione che riguarda da vicino i consorzi fidi, ossia l’esaurimento del tetto del fondo rischi, con la possibile difficoltà a garantire ulteriori finanziamenti.
In questo senso il presidente di Artfidi Lombardia, Battista Mostarda, lancia un allarme e una richiesta. “Il notevole incremento sull’importo delle approvazioni si è riscontrato negli ultimi tre mesi dello scorso anno”.
Un dato che fa presumere un analogo andamento anche nei prossimi mesi.
“È ora necessario – sostiene pertanto Mostarda – che gli enti preposti mettano direttamente a disposizione dei confidi le risorse necessarie per incrementare i fondi rischi”.
Dal canto suo, il consorzio fidi Artfidi Lombardia, con le aggregazioni degli scorsi anni, si è messo in posizione di sicurezza e di maggiore operatività. Una condotta previdente che viene sottolineata dal dott. Giuseppe Zucchetti. “Le decisioni di affrontare un processo di aggregazione fra i confidi di Brescia, Lodi e Crema – sostiene in merito il direttore della Libera Artigiani – ha dato la possibilità di aumentare notevolmente le erogazioni agli associati e questo è caduto proprio in un momento in cui le aziende hanno particolari difficoltà nell’accesso al credito, dimostrando la lungimiranza della nostra scelta”.
“Noi – aggiunge Francesco Gabrielli, direttore generale di Artfidi Lombardia, chiamando in causa direttamente il sistema bancario –, sia con l’aumento delle concessioni che della garanzia, abbiamo fatto la nostra parte, ora ci aspettiamo che anche le banche applichino una riduzione degli spread e non un aumento”.
La parola, dunque, passa alle istituzioni, per un implementazione delle risorse dei consorzi fidi e alle banche, che devono davvero e finalmente fare la loro parte, senza pensare di lucrare sulla crisi.