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Conferenza Stampa del 3 giugno 2009

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A pochi giorni dalla competizione elettorale nella quale anche gli elettori cremaschi andranno a scegliere chi saranno il presidente e gli uomini alla guida dell’amministrazione provinciale per i prossimi anni, la Libera associazione artigiani di Crema ha ben chiaro quali sono le priorità per il territorio e che vuole vengano realizzate da chi si candida a guidare questo importante ente. Pochi punti, ma strategici.

1) Infrastrutture. E’ già stato definito il progetto del raddoppio della Paullese e i cantieri sono già stati aperti. A questo punto, a chi dirigerà la provincia spetterà un compito importante: monitorare e verificare che il cronoprogramma sia rispettato. Non solo: il futuro presidente dovrà vigilare perché non sorga alcun intoppo nei lavori e dovrà attivarsi perché eventuali ritardi siano affrontati con successo. Un appello doveroso perché è ancora troppo fresco il ricordo del lungo stop al ponte di Montodine che sta ancora creando danni e disagi. Prioritaria è la riqualificazione della Crema-Lodi, una strada stretta e pericolosa. Questa arteria è strategica per il Cremasco perché può diventare un percorso alternativo per raggiungere Milano. Gli artigiani sono sempre stati favorevoli alla libera circolazione di uomini e merci purché sia veloce e sicura. Ma soprattutto certa. Oggi, invece, un sindaco, con una semplice ordinanza, può bloccare il passaggio dei camion nel suo territorio. Mezzi pesanti che vanno a caricare e scaricare la merce nelle aziende che stanno all’interno delle zone artigianali del comune. Questa è, dunque, la contraddizione che stiamo vivendo: mentre un sindaco si è adoperato per concretizzare un piano per insediamenti produttivi in modo da portare aziende, lavoro e benessere per i suoi cittadini, un suo successore, con le imprese che da tempo hanno avviato la loro attività, blocca l’arrivo della merce sui camion provocando, così, agli imprenditori ritardi e aumento di costi. Chi governerà la provincia dovrà fare in modo di impedire simili abusi che creano ulteriori difficoltà a un’economia che è già in crisi. Che partano a breve i lavori per la BreBeMi, infine, è una buona notizia. Chiediamo, però, che vengano eseguiti in fretta i collegamenti stradali che dal Cremasco si innestano sulla nuova autostrada Brescia-Milano. In modo che la futura arteria, che collegherà Brescia a Milano, possa diventare davvero un’opportunità per le imprese insediate nella fascia ai confini con il territorio bergamasco.

2. Polo fieristico polifunzionale. Il Cremasco ha urgente bisogno di uno spazio flessibile dentro il quale organizzare mini fiere, business meeting, convegni. Non in contrapposizione, ma in stretta sinergia con CremonaFiere. Senza diventarne, per questo, però, il braccio lungo. Oggi una struttura di tal genere manca in questa parte del territorio che è stata definita il «motore» della provincia e che confina con il Milanese. Una carenza che deve essere colmata perché rappresenta un’ulteriore possibilità di sviluppo del Cremasco. Una proposta, la nostra, già lanciata pochi mesi fa dalla Libera associazioni artigiani e che ha trovato nel frattempo consensi e condivisione a vari livelli. Ma il tempo stringe, anche in vista di Expo 2015. Ed è per questo che vogliamo rilanciarla: la Provincia dovrà essere fra gli attori indispensabili del progetto. Anzi, dovrà fare da traino per altri enti ed istituzioni.

3. Lavoro. La Provincia, in coordinamento con gli enti accreditati, deve aumentare i percorsi di ricollocamento e di sostegno ai lavoratori, con un dialogo reale con le associazioni di categoria, le imprese e i sindacati. I percorsi sono stati avviati, d’accordo. Ma ci vuole più coraggio. La crisi c’è oggi. Bisogna dunque intervenire con maggior determinazione.

4. La formazione permanente è un altro versante strategico. Non solo in questo momento di recessione, ma perché dobbiamo essere pronti quando ci sarà la ripresa. Se non possiamo arrivarci con impianti ormai obsoleti, non possiamo neppure trovarci impreparati sul fronte della formazione che deve essere sempre e comunque di qualità, mai raffazzonata o improvvisata quindi. Ne va dell’esistenza stessa delle nostre imprese perché la preparazione professionale delle persone è funzionale anche alla crescita delle aziende. Bisogna, quindi, puntare su una formazione specifica dei lavoratori con particolare attenzione ai settori su cui il territorio cremasco punta maggiormente, e cioè la carpenteria, la meccanica di precisione e i servizi. La Libera associazione artigiani di Crema pensa alla creazione di un «Punto Formazione» nel quale l’amministrazione provinciale da una parte investa una parte delle sue risorse per corsi di qualificazione e riqualificazione professionale e dall’altra, insieme agli enti accreditati, aggiorni costantemente e incrementi la propria offerta. Che, ripetiamo, deve essere sempre specifica alle esigenze delle imprese.

5. Export. Insieme alla Camera di commercio e sulla scia del «Patto per lo sviluppo», si devono costruire percorsi concreti che siano volti alla creazione di canali preferenziali per incentivare la propensione all’export delle aziende artigiane. La Provincia, quindi, deve realizzare progetti concreti in coordinamento anche con la Regione.

6. Credito. L’amministrazione provinciale deve aumentare la propria attenzione verso i Confidi aumentando gli importi dei contributi perché la crescita attesa dell’attività dei nostri Consorzi fidi, per il 2009, va dall’80% al 100%. Attenzione, quindi, perché i Confidi potrebbero anche implodere. Da parte nostra, insieme ad Artfidi Lombardia, ci siamo spesi e ci spenderemo per sottoscrivere convenzioni con le banche per garantire soprattutto la liquidità alle imprese artigiane in modo che possano continuare a vivere e investire.

7. Cantieri subito. Il nuovo presidente della Provincia stesso e la sua squadra, ma esercitando anche pressioni sui comuni, dovranno, appena si saranno insediati, cantierare da subito le opere pubbliche già in programma. In modo da offrire lavoro alle imprese e al loro indotto. Questo significa fornire ossigeno alle aziende in un momento nel quale c’è scarsità di ordini e commesse.

8. Pubblica amministrazione. Sempre l’amministrazione comunale e i comuni devono accelerare i pagamenti alle aziende loro fornitrici. Oggi la pubblica amministrazione è in forte ritardo nel saldare le fatture e, quindi, nell’onorare i termini di pagamento previsti dai contratti. I soldi versati alle imprese servono per poter continuare a lavorare.

9. Expo 2015. E’ un appuntamento che non si può mancare. La Provincia si attivi, dunque, perché anche le nostre imprese artigiani siano parte attiva dentro il processo di realizzazione di questa manifestazione internazionale creando, qualora fosse possibile, consorzi di imprese piccole, medie e grandi che possano partecipare ai futuri appalti.

10. Attrattatività del territorio. L’amministrazione provinciale deve impegnarsi perché gli imprenditori delle province vicine trovino conveniente venire a insediarsi nel territorio cremonese in genere e, per quanto ci riguarda, in quello cremasco nel quale i servizi a disposizione di chi ci abita e lavora sono di buona qualità. Servono, quindi, agevolazioni allettanti per gli imprenditori da parte di chi guiderà l’amministrazione provinciale.

Il Presidente
( Giuseppe Capellini )
  

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