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TICKET DI LICENZIAMENTO CANTIERI EDILI


La L. 92/2012 ha previsto che nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all'indennità di disoccupazione, intervenuti a decorrere dal 1° gennaio 2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41% del massimale mensile di NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni (c.d. contributo di licenziamento).

L’Inps ha istituito a tal fine i codici tipo contribuzione M400 ed M401, da esporre nel flusso UniEmens del mese successivo all’evento e, nella denuncia individuale, i codici tipo cessazione 1M e 1N, al fine di individuare i lavoratori per i quali, nei casi previsti dalla legge, non ricorre l’obbligo del contributo.

Tra i casi di esonero sono previste le interruzioni di rapporto di lavoro a tempo indeterminato, nel settore delle costruzioni edili, per completamento delle attività e chiusura del cantiere. La condizione di esonero è integrata dalla situazione di fatto (completamento delle attività e chiusura del cantiere), indipendentemente dalla mancata e/o errata esposizione dei codici nel flusso UniEmens.

L’Istituto previdenziale ha avviato l’operazione di verifica e controllo del corretto assolvimento dell’obbligo previsto dalla legge attraverso la convocazione e/o emissione della diffida per le aziende che non hanno provveduto né alla corretta compilazione della denuncia contributiva né al relativo versamento del contributo.

Con il messaggio n. 3933/2018 l’Inps ha chiarito che, per comprovare la condizione di esonero dell’azienda, in mancanza di altra documentazione idonea a tal fine, occorre produrre la lettera di assunzione (riportante il cantiere o la sede legale e la mansione per cui il lavoratore è assunto) e la lettera di licenziamento, da cui risultino la motivazione “fine cantiere o completamento lavori” e la data di cessazione del rapporto di lavoro. Resta ferma la possibilità che, all’atto del licenziamento, il cantiere/sede di lavoro iniziale non coincida con il cantiere/sede di lavoro finale. Entrambi i documenti devono riportare la firma per ricevuta del lavoratore ovvero, se trasmessi via posta, è necessario produrre copia della relativa raccomandata.

Ricevuta tale documentazione, che può essere trasmessa all’Istituto anche tramite la funzionalità “Contatti” del Cassetto previdenziale, l’Inps chiuderà positivamente la pratica, senza la necessità di un nuovo invio di flussi UniEmens al solo fine di esporre i codici 1M e 1N.

A tal fine, prima dell’emissione dell’eventuale diffida, l’Inps convocherà le aziende edili invitandole a produrre la suddetta documentazione qualora ritenessero non dovuto il contributo, mentre nel caso di diffide già emesse, sempre alle citate condizioni, non sarà dato corso alle operazioni di recupero.