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TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO ALLA PROVA ISPETTIVA


TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO ALLA PROVA ISPETTIVA

Con la circolare n. 8/2018, l’INL ricorda che i tirocini sono stati inseriti tra gli ambiti principali di intervento per l’attività di vigilanza dell’Ispettorato nazionale del lavoro per l’anno 2018 e che, per tale ragione, è stato opportuno fornire indicazioni operative che, alla luce dell’adozione delle nuove linee guida approvate in Conferenza permanente Stato-Regioni il 25 maggio 2017, possano essere utili al corretto inquadramento dei tirocini, in particolare di quelli extracurriculari, e che sono finalizzate ad assicurare il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio nazionale.

Gli interventi ispettivi dovranno essere programmati attivando apposite sinergie con le Regioni per individuare possibili fenomeni di elusione, quali, ad esempio, il ricorso sistematico ai tirocini o l’attivazione di un numero di tirocini particolarmente elevato in rapporto all’organico aziendale.

Oggetto delle nuove linee guida sono solo i tirocini extracurriculari (formativi, di orientamento, di inserimento/reinserimento lavorativo), mentre sono esclusi i tirocini curriculari, i tirocini previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche, nonché i periodi di pratica professionale, i tirocini transnazionali svolti all’estero o presso un ente sovranazionale, i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso, che sono regolati dall’accordo 99/CSR del 5 agosto 2014. Inoltre, resta ferma la speciale disciplina in tema di tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione delle persone prese in carico dal servizio sociale, professionale e/o dai servizi sanitari, regolati dall’accordo 7/CSR del 22 gennaio 2015.

Occorre ricordare che, in materia, le Regioni hanno competenza legislativa esclusiva e che non tutte le Regioni hanno già recepito i contenuti delle Linee guida 2017 (fra quelle che hanno provveduto: Lazio, Calabria, Sicilia, Basilicata, Veneto, Lombardia, Marche Piemonte, Liguria, Molise e Provincia autonoma di Trento). Pertanto, per le Regioni che non hanno ancora provveduto, la disciplina di riferimento resta quella adottata con le linee guida del 2013.

Riqualificazione del rapporto di tirocinio

L’attività di vigilanza è principalmente finalizzata alla verifica della genuinità dei rapporti formativi, perché l’attività dei tirocinanti, anche se finalizzata all’apprendimento on the job, può presentare aspetti coincidenti con i profili dell’etero-direzione, tipici dei rapporti di lavoro subordinato. È pertanto necessario valutare le modalità di svolgimento del tirocinio per verificarne la funzionalità all’apprendimento e non l’esercizio di una mera prestazione lavorativa, nonché l’osservanza della normativa regionale che potrebbe anche discostarsi dai principi stabiliti dalle Linee guida del 2017.

In termini generali, il personale ispettivo, ove riscontri la violazione delle disposizioni regionali o in caso di mancanza dei requisiti propri del tirocinio, fermo restando un accertamento in concreto della reale natura del rapporto intercorso tra le parti, potrà ricondurre il tirocinio alla forma comune di rapporto di lavoro, ossia il rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.