Progetto
Nuova Impresa Artigiana

 

Presentazione

Nessuno immaginava, quando si è pensato questo lavoro, che, scavando all’interno dell’esperienza dell’artigianato cremasco, si sarebbero trovate le risorse che poi, mano a mano andando avanti, si sono scoperte.

Infatti, l’artigianato che abbiamo conosciuto in passato ha poco a che vedere con il nuovo volto dell’impresa artigiana dei giorni nostri.

Nulla è più lontano dalla visione iconografica della bottega di Geppetto…

Oggi l’artigiano è quell’imprenditore che oltre all’apporto della manualità fa i conti con l’informatica, parla di budget, d’ECU, di quote di mercato da aggredire, ha fatto proprio quell’armamentario di cui ogni impresa che voglia stare nel mercato della Grande Europa non può fare a meno.

E nel microcosmo cremasco abbiamo trovato le diverse forme d’artigianato, sia quelle di tipo tradizionale legate ai servizi alla persona, che quelle sempre più avanzate e innovative che fanno dell’impresa artigiana una nuova frontiera della piccola e media impresa.

Una ricerca che è partita monitorando una ventina di nuove aziende nate e sviluppatesi a partire dal 1996, cogliendone le difficoltà, condividendo a volte le gioie e le amarezze di un’esperienza di lavoro difficile ed entusiasmante.

Questi due sentimenti contrapposti, la gioia e l’amarezza, fanno da contrappunto alla caparbietà di chi rischia giorno per giorno l’avventura dell’impresa oggi.

Abbiamo incontrato l’imprenditore artigiano per tradizione, il figlio d’arte, il laureato e l’ex dipendente, il neofita, il giovane, il meno giovane.

Abbiamo visto le diverse forme d’impresa, abbiamo verificato le complicazioni burocratiche che si incontrano nella difficile arte del mettersi in proprio scommettendo su se stessi.

I risultati che abbiamo raccolto sono tutto sommato significativi ed esprimono pienamente, così crediamo, il senso della voglia d’impresa che sovrasta su tutto e su tutti, anche quando la ragione porterebbe a pensare di chiudere tutto e di andarsene.

Ecco, questa filosofia, questo modus vivendi rappresentano forse le ragioni vere per le quali centinaia di migliaia di piccole e piccolissime imprese continuano ad andare avanti e a garantire al nostro Paese una prospettiva di sviluppo e di crescita.

Questo lavoro promosso dalla Libera Associazione Artigiani aveva come finalità la conoscenza del mondo artigiano d’oggi al fine dell’attivazione d’interventi di sostegno alle imprese di nuova costituzione.

Si tratta di un’iniziativa finanziata dalla Regione Lombardia nell’ambito della Convenzione Regione Unioncamere e che offre un’opportunità notevole di servizio ad una ventina di nuove aziende artigiane cremasche che sono assistite nella difficile fase d’avvio della loro attività.

L’intervento si propone di favorire la nascita, lo sviluppo e l’assistenza tecnica alle nuove imprese artigiane che intendono insediarsi a Crema e nel circondario.

In particolare si prevedeva di attivare un servizio di tutoraggio a favore delle costituende nuove imprese con l’obiettivo di assistere le stesse nella prima fase d’avvio.

Sono state selezionate venti aziende nate nel corso del 1996 o in fase di costituzione.

La scelta ha tenuto conto d’alcuni parametri quali: la forma giuridica e l’oggetto sociale prevedendo una gamma completa delle diverse tipologie d’impresa; il settore d’intervento e il prodotto o servizio avendo cura di coprire i diversi settori dell’attività artigiana; il grado d’innovazione di prodotto o di processo avendo cura di prevedere alcune significative esperienze particolarmente innovative; la localizzazione dell’intervento avendo cura di inserire iniziative situate in zone cittadine, in zone periferiche e in zone decentrate.

L’attività di monitoraggio consisteva nello svolgimento di consulenza e assistenza tecnica nelle seguenti tematiche:

  • la formula imprenditoriale
  • il business plan
  • il mercato e la concorrenza
  • la creazione della struttura aziendale e la gestione delle risorse umane
  • la fattibilità economico finanziaria e le prospettive a medio termine
  • l’impatto con la burocrazia.

Questo progetto nasce dalla necessità avvertita dalla nostra associazione di dare un contributo concreto a quelle persone che intendono mettersi in proprio.

E’ di tutta evidenza la difficoltà che ostacola la nascita di nuove imprese, vuoi per la frammentarietà delle informazioni circa le procedure amministrative burocratiche, vuoi per l’oggettiva diffidenza verso le nuove prospettive di lavoro.

In questo contesto la Libera Associazione Artigiani ha progettato sin dall’aprile del 1997 questa iniziativa selezionando una ventina d’imprese artigiane di nuova costituzione.

La scelta ha riguardato le diverse forme d’artigianato: artistico, di servizio alla persona o alle cose, in ditta individuale, di società di persone, localizzate a Crema e nel circondario.

Questa scelta ha permesso di cogliere le varie problematiche di queste nuove imprese e di affrontare in termini adeguati le risposte che un’associazione di categoria deve saper dare in tempo reale.

Ne è nata l’esigenza di organizzare tutte le procedure in uno specifico software da utilizzare come strumento d’affiancamento dell’imprenditore.

Per fare questo è stato sottoscritto con l’Università di Crema, il Polo informatico locale, un Protocollo d’Intesa che ha permesso di avviare una concreta collaborazione e di utilizzare le strutture e le professionalità presenti nel mondo accademico al fine di realizzare uno strumento tecnologicamente adeguato alle esigenze.

Significativa l’esperienza che si sta vivendo a Crema dove il mondo dell’Università si affianca all’impresa proprio partendo dalla piccola impresa artigiana.

Noi ci auguriamo che questa attenzione manifestata oggi nel
"Progetto Nuova Impresa Artigiana" della Libera Associazione Artigiani possa trovare altrettanta sensibilità negli altri ambiti del lavoro, l’industria, il commercio, l’agricoltura, la cooperazione così da offrire concrete risposte.

Si tratta in sostanza di un’esperienza che vuol rappresentare una sperimentazione concreta utile e spendibile anche per ulteriori iniziative analoghe o simili al fine di accrescere le potenzialità di sviluppo del sistema delle piccole e medie imprese artigiane, offrendo uno strumento utilizzabile anche nelle altre aree lombarde.

Questa esperienza ci ha offerto lo spunto anche per organizzare meglio e in modo sistematico i servizi interni della nostra Associazione al fine di poter offrire strumenti adeguati e rispondere puntualmente alle esigenze delle nuove imprese.

Nel corso di questa esperienza di tutoraggio le aziende interessate hanno potuto usufruire di una particolare attenzione da parte dei funzionari ed esperti dalla associazione che hanno costruito insieme il percorso migliore che rispondesse alle esigenze di sviluppo e consolidamento dell’attività d’impresa.

Un primo risultato è certamente quello di aver permesso all’associazione di far crescere la propria struttura organizzativa attuando una verifica sistematica delle esigenze delle 20 aziende partecipanti all’azione di monitoraggio e adeguandosi conseguentemente in modo opportuno.

Ora, a distanza d’alcuni mesi dall’inizio del progetto possiamo conoscere i risultati dell’esperimento e si possono quindi cogliere i primi frutti di questa esperienza innovativa e spendibile anche per altre ulteriori opportunità. Salutiamo con favore le iniziative che sono ora portate avanti nel territorio cremasco proprio sui temi del sostegno alle nuove imprese.

Mettiamo a disposizione del territorio i risultati del nostro lavoro e della nostra sperimentazione, non appena completati, così da contribuire concretamente all’azione tesa a favorire sempre più la nascita e lo sviluppo delle nuove imprese che meritano la piena e consapevole adesione di tutti, sia del mondo dell’associazionismo che delle istituzioni pubbliche che del credito.

Solo così si potrà davvero dare ai nostri giovani una prospettiva concreta e un futuro di speranza.

Pierangelo Vacchi
Presidente
Libera Associazione Artigiani



Parte prima

L’esperienza di venti giovani imprese artigiane cremasche

  • I risultati del monitoraggio
  • Alcune esperienze dirette

I risultati del monitoraggio

 

L'iniziativa di monitorare una ventina di nuove aziende ha permesso all’Associazione di verificare in concreto le problematiche cui va incontro chi intende mettersi in proprio avviando un’attività artigiana nell’area cremasca.

Innanzi tutto la metodologia seguita nella scelta delle aziende selezionate merita alcune riflessioni per meglio capire il perché di tali decisioni.

Volendo coprire il più possibile il variegato mondo artigiano si sono selezionate aziende operanti nelle diverse aree d’attività artigiana: l’artigianato di servizio alle persone, di servizio alle cose, l’artigianato di produzione in serie e non in serie, l’artigianato artistico, l’artigianato tradizionale e quello innovativo.

Un insieme d’esperienze che coprissero la vasta gamma di cui è composto il mondo artigiano.

Così pure per quanto riguarda la ragione sociale, si è voluto verificare l’esperienza vissuta dalle ditte individuali, dalle società in nome collettivo, dalle società in accomandita semplice, dalle cooperative, dalle società a responsabilità limitata a socio unico, da tutte le forme giuridiche ammesse per l’attività artigiana.

Si sono volute inoltre verificare le problematiche di chi s’insedia nel comune di medie dimensioni e nel comune di piccole dimensioni, si è voluto verificare l’approccio con il sistema del credito e con l’apparato burocratico, si è voluto in sostanza verificare come hanno saputo muoversi nelle diverse situazioni ambientali e sociali le nuove imprese artigiane cremasche.

Questa griglia di selezione ha portato ad identificare una ventina d’aziende nate a partire dal 1996.

Si è provveduto ad analizzare le diverse problematiche sotto il profilo dell’impatto con la realtà locale, col mercato e con il territorio.

Ne è uscito un quadro che ha permesso di impostare in termini nuovi l’approccio dell’associazione verso l’impresa e i suoi problemi.

Circa le ragioni che hanno portato ad avviare un’impresa artigiana riscontriamo che nel 50 % dei casi si tratta d’ex dipendenti che hanno operato nel settore e che hanno deciso di tentare l’avventura del mettersi in proprio grazie a questa conoscenza del potenziale mercato di riferimento.

Se ne deduce che la naturale matrice della nuova impresa è la conoscenza del mercato e l’acquisita professionalità e dimestichezza con il processo produttivo. Difficilmente ci si avventura, almeno nell’artigianato di servizio alla produzione, se non si conosce più che bene il potenziale del mercato di riferimento.

Da questi dati emerge che non c’è altra scuola che possa sostituire l’esperienza diretta maturata in un ambiente e che permetta di far conoscere e maturare la possibilità reale d’avvio di una nuova attività di lavoro da svolgersi in proprio. L’elemento emulativo gioca non poco nel processo di maturazione dell’idea imprenditoriale.

La matrice vera dell’imprenditore sta però nell’imprenditore stesso che sa cogliere dall’esperienza quotidiana l’intuizione che porta a realizzare il business.

Imprenditori non si nasce, si diventa!

Questo è un altro elemento che emerge dal monitoraggio delle aziende considerate. Giorno dopo giorno, con l’esperienza, con le delusioni e con i successi matura anche la consapevolezza che fare imprese implica una capacità di visione complessiva dei problemi.

E si avverte sulla propria pelle il limite culturale che spesso contraddistingue l’improvvisato imprenditore. Ne consegue che appare fondamentale offrire alle impresa e all’imprenditore una serie di strumenti di conoscenza e d’acculturamento indispensabili per garantire potenzialità di successo e sviluppo dell’impresa.

Da qui l’idea per l’associazione di organizzare occasioni di formazione sui diversi temi del lavoro artigiano.

Altro tema avvertito nel corso di questi mesi di monitoraggio è certamente quello legato alle forme di finanziamento dell’impresa.

Accanto al tradizionale e naturale strumento dell’autofinanziamento, le imprese fanno i conti sempre più avvertitamente con il credito ordinario e con il credito agevolato.

Sul primo versante, quello dell’autofinanziamento molto spesso si coglie la condizione naturale della commistione dell’attività d’impresa con la gestione del proprio patrimonio personale.

Questo non depone certo a favore dell’idea d’impresa distinta dall’idea della gestione patrimoniale personale con ciò rischiando di disperdere e occupare quegli spazi di vita autonoma che si renderebbero necessari per garantire uno sviluppo adeguato e sicuro per l’impresa.

Ma anche sul versante del credito ordinario spesso l’approccio alla banca assume i connotati impropri della supplenza alla capitalizzazione d’impresa pesando non poco sulle possibili performances dell’impresa.

Si utilizza cioè il credito a breve per finanziare gli investimenti, cosa che va a pesare sui conti aziendali in maniera impropria.

Così come pur emergendo una sostanziale conoscenza degli strumenti tradizionali d’incentivazione e sostegno dell’impresa quali l’Artigiancassa, la cosiddetta "legge Sabatini", si avverte un’incerta conoscenza dei nuovi strumenti di sostegno disponibili sia a livello regionale sia a livello comunitario.

Questo ha imposto all’Associazione di attivare un nuovo servizio d’assistenza tecnica e di promuovere la stessa costituzione di un consorzio garanzia fidi con compiti di sostegno alle imprese che intendono effettuare investimenti produttivi.

La cooperativa garanzia fidi che in passato ha svolto un tradizionale ruolo d’agevolazione all’accesso al credito, è stata quindi impegnata a favorire sempre più la qualificazione degli interventi verso forme innovative di finanziamento.

Compiti nuovi d’assistenza tecnica sono ora attribuiti anche dalla legge regionale 34/96 che affida proprio ai consorzi e cooperative garanzia fidi funzioni di carattere istruttorio nell’accesso ai finanziamenti regionali.

Appare particolarmente utile questo coinvolgimento dei confidi nel processo di crescita della capitalizzazione e dell’accesso al credito per le imprese artigiane, alla luce anche del fatto che la natura stessa dell’impresa artigiana impone un apporto diretto dell’imprenditore nel processo produttivo e, spesso, questo condiziona non poco circa la capacità di sintesi cui è chiamato chi dirige un’impresa.

Ottima soluzione quindi quella che prevede di affiancare l’imprenditore artigiano tramite i confidi nella selezione degli strumenti finanziari ritenuti più idonei per l’impresa.

Lo spirito imprenditoriale che emerge nel rapporto con le 20 nuove imprese considerate si traduce nella matura consapevolezza che l’attività d’impresa impone un lungo, lento, faticoso percorso che permette di consolidare giorno dopo giorno la propria posizione all’interno del mercato.

Non abbiamo incontrato infatti gente che ha avviato l’attività artigianale per fare genericamente soldi.

Abbiamo invece incontrato ex lavoratori dipendenti, figli d’artigiani, giovani e meno giovani che si sono posti nei confronti del lavoro autonomo come interlocutori attenti e consapevoli dei limiti e della fatica di conquistarsi uno spazio adeguato per la propria attività.

Abbiamo incontrato persone che, giorno dopo giorno, hanno saputo maturare un proprio modo originale d’essere imprenditore, un modo che permette a ciascuno di loro di vivere l’esperienza di lavoro autonomo come autentica e solida, come esperienza che permette di crescere culturalmente e che è in grado di dare lavoro a se stessi e ad altri.

I problemi più ricorrenti riscontrati nel corso che questi mesi sono stati quelli del rapporto con la pubblica amministrazione.

Lungaggini burocratiche, la conoscenza e l’interpretazione di norme spesso incomprensibili, la contraddittorietà di comportamento e l’incertezza sul da farsi sono le costanti di un percorso già di per sé difficile e complesso.

Nella stragrande maggioranza dei casi il peso della pubblica amministrazione è avvertito come un costo secco che pesa enormemente sulle piccole e medie imprese e sulle imprese artigiane in particolare.

Non si vede una via d’uscita, ma soprattutto, non si coglie la volontà di eliminare i costi di certi adempimenti burocratici incomprensibili che pesano insopportabilmente sia in termini diretti che indiretti.

Da qui l’esigenza maturata all’interno dell’Associazione di predisporre un programma informatico da distribuire alle imprese già operanti e da utilizzarsi da parte di chi intende avviare una nuova impresa per orientarsi nel difficile e complesso mondo degli adempimenti burocratici.

Il programma che viene allegato al presente rapporto, è disponibile anche su Internet, nel sito "www.liberartigiani.it" della Libera Associazione Artigiani, con l’obiettivo di contribuire concretamente a sviluppare un approccio nuovo alle procedure amministrative e burocratiche vigenti in materia di impresa.

Vale la pena sottolineare in conclusione che questa iniziativa ha permesso di modulare l’organizzazione interna della nostra Associazione in modo da offrire una serie di servizi reali alle imprese che a noi si rivolgono.

Si è anche potuto testare l’iter procedurale relativo all’avvio di nuove imprese verificandone l’attualità e la coerenza con le disposizioni di legge e con i regolamenti delle diverse amministrazioni.

Oggi, a distanza di alcuni mesi dall’avvio del progetto possiamo dire che il percorso per navigare nella giungla degli adempimenti burocratici e amministrativi è più semplice grazie anche al sussidio tecnologico che siamo riusciti a costruire con l’apporto di diverse competenze e professionalità.

Ed è grazie a questo lavoro di gruppo che possiamo ora presentare con questa pubblicazione i risultati conseguiti.

Le aziende monitorate operano nei settori: dell’oreficeria, dell’impiantistica di sistemi automatizzati, dell’idraulica, dell’officina meccanica di riparazione autoveicoli, dell’impiantistica elettrica, della cura e manutenzione del verde, della cura della persona, parrucchiere ed estetista, della conservazione e restauro di opere d’arte, della falegnameria, delle opere da imbianchino, dell’autotrasporto per conto terzi non iscritto all’albo, delle costruzioni di parti elettroniche di televisori, dell’autotrasporto per conto terzi, delle manutenzioni e opere murarie, della macellazione, dei servizi di tintoria e stireria, della cura della persona, parrucchiere da donna, della produzione di cosmetici, della installazione di impianti di depurazione.

Abbiamo raccolto un quadro d’insieme significativo e rappresentativo delle varie sfaccettature dell’attività artigiana.

Tra queste venti aziende ne abbiamo selezionato alcune che permettono di cogliere appieno le problematiche cui va incontro chi intende mettersi in proprio.

In questa pubblicazione diamo in particolare spazio a queste esperienze.



L’esperienza diretta di alcune delle 20 nuove aziende artigiane cremasche selezionate


L’orafo

Il settore orafo rappresenta, fra le diverse tipologie dell’artigianato, un settore particolare che affonda le proprie radici nella cultura e nella tradizione dei maestri artigiani; una esperienza emblematica che bene rappresenta questa condizione è vissuta dall’azienda che andiamo a considerare in questo capitolo.

In questa tipologia di artigianato l’espressione "imparare il mestiere" assume infatti una chiave di lettura autentica e racchiude in sè il concetto stesso di cultura e tradizione artigiana. Il mestiere che i tre soci dell’azienda considerata hanno portato con sé rappresenta il patrimonio autentico che viene gelosamente custodito e tramandato di padre in figlio. Questa nuova azienda nasce nel 1993 come azienda famigliare, ma è solo a partire dall’agosto del 1996 che diventa operativa. I motivi di questo ritardo sono la chiave di lettura delle difficoltà oggettive a cui va incontro chi intende lavorare nel settore. Infatti molteplici e complesse sono le procedure per l’acquisizione dei permessi necessari ad avviare operativamente l’attività d’impresa. Innanzitutto le autorizzazioni prefettizie che impongono per la tipologia della materia trattata, l’oro, misure di sicurezza particolari oltre che adeguate garanzie di moralità e correttezza. Ciò non basta, tuttavia, a rendere concreta la possibilità di operare in questo settore, serve anche una cultura adeguata, una cultura che si traduce nella manualità frutto di un intenso impegno fatto di "mestiere rubato", fatto di fantasia e di gusto.

Il lavoro nell’azienda orafa considerata si tramanda da generazioni e si è tradotto nella capacità di conquistarsi la fiducia e l’interesse della clientela costituita in prevalenza dai negozianti di preziosi operanti nel territorio.

"La realizzazione dei nostri gioielli - commenta la giovane artigiana che fra i tre fratelli è quella che si occupa della parte amministrativa e commerciale dell’azienda - è il frutto dell’impegno di anni di lavoro. Il mercato impone una fiducia reciproca fra chi compra e chi vende. E’ questa la ragione per la quale si crea un mercato chiuso a cui bisogna dare risposte adeguate e puntuali. La creatività e la professionalità sono due facce della stessa medaglia e impongono una solida e incondizionata adesione. Non sono possibili scorciatoie in questo settore."

La specificità dell’intervento impone una valutazione particolare dell’esperienza artigiana: innanzitutto appare fondamentale adeguarsi ad una cultura che poggia le fondamenta sulla credibilità oltre che sulla capacità professionale. Qui, in questo settore, si realizza una selezione naturale fra chi è in grado di competere portando con se un bagaglio culturale adeguato. L’entrata in questo mercato è oggettivamente difficile: ad esempio la materia prima, l’oro, infatti, si può comprare esclusivamente al Banco Metalli previo accreditamento e con pagamento in contanti.

"Non va dimenticato - osserva il fratello più giovane che si occupa della logistica oltre che della lavorazione dei preziosi - che chi intende operare in questo settore deve dotarsi di una strumentazione tecnica fatta di una banco di lavoro e di un laminatoio con un costo di circa 30 milioni a cui vanno aggiunti i costi per la dotazione di idonea cassaforte per la custodia dei preziosi e della materia prima, anche se il costo più rilevante è certamente rappresentato dal contesto nel quale si colloca il laboratorio che va opportunamente protetto in un edificio blindato e dotato di adeguate protezioni quali vetri antiscasso, porte blindate e sistemi di allarme."

Un lavoro difficile che fa della manualità un fattore fondamentale. Qui più che altrove si misura la professionalità e il mestiere dell’artigiano chiamato a produrre gioielli il cui valore sta non solo nella materia prima, pure non trascurabile, ma soprattutto nella forma, nel disegno e nella sua traduzione concreta. Il gioiello spesso intende esprimere sentimenti e sensibilità diversi e spetta all’abilità dell’artigiano orafo riuscire a tradurre tutto ciò in un oggetto.

"La nostra personale esperienza - commenta il padre maestro artigiano - ci ha insegnato a guardare al nostro lavoro come ad una strada in salita dove le difficoltà sono ripagate da soddisfazioni, dove la creatività si scontra spesso con la richiesta e il gusto presenti nel mercato, dove il mestiere dell’orafo si fonde nella cultura e nella tradizione di un popolo ".

Tradizione, cultura, professionalità, sono questi i fattori di successo di una attività certamente difficile ma indubbiamente affascinante e creativa.

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 1 gennaio 1996

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato
  • Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 3

- dopo i primi 12 mesi: 3

Fatturato:

- nel primo esercizio: 150 milioni

- nel secondo esercizio: 170 milioni

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • altro

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

L’impiantista di sistemi automatizzati

 

L'attività dell’azienda nasce dalla comune volontà di tre giovani
ex dipendenti intenzionati a scommettere sulla propria capacità di sviluppare un’impresa nel settore della progettazione e produzione di applicazioni da installare su macchinari a tecnologia avanzata.

Costituita nel gennaio del 1996 come società in nome collettivo, l’azienda trova proprio grazie all’esperienza acquisita nel lavoro precedente una nicchia di mercato non coperta dalla ditta di provenienza.

I primi problemi da affrontare nella immediatezza della sua costituzione riguardavano la localizzazione di un edificio dove allocare l’attività d’impresa.

La soluzione identificata è stata quella prevista in un capannone di 800 mq preso in affitto e nel successivo trasferimento nel nuovo edificio di 1.400 mq acquisito mediante leasing solo dopo che l’attività si era consolidata stabilizzandosi nel mercato.

"I primi momenti – commenta il socio che si occupa della parte amministrativa – sono stati certamente difficili, non fosse altro per l’esperienza per noi nuova di lavorare pensando non solo a produrre ma anche e soprattutto a vendere. Possiamo dire che grazie ad un’intesa piena tra di noi è stato possibile risolvere tutte le questioni che ci siamo trovati davanti.

Inizialmente abbiamo pensato di limitare il più possibile le spese tant’è che le prime macchine sono state acquistate da un’officina dismessa risparmiando certamente sui costi ma sobbarcandoci direttamente l’onere visto che i macchinari usati sono esclusi da ogni forma di agevolazione.

Successivamente abbiamo acquistato altre attrezzature utilizzando le agevolazioni della legge Sabatini e aperture di conto corrente con adeguato affidamento grazie alla credibilità conquistata in questi anni."

Le funzioni aziendali sono state distribuite fra i tre soci che curano rispettivamente l’amministrazione, l’officina e il servizio post vendita con l’installazione.

"Il mercato – osserva il socio responsabile dell’officina – è curato da tutti e tre in quanto, chi più chi meno, tutti sono coinvolti nella vendita e nell’assistenza alla clientela. I risultati di questa solidarietà fra i soci si vedono chiaramante, considerato che il fatturato è passato dai 900 milioni del ’96 ai 1.500 milioni del ’97 con una previsione di 2.000 nel ’98; oltre ai 3 soci le persone occupate erano tre, sono passate a cinque nel 1998 con una previsione di sette nell’anno successivo."

Una notevole e progressiva crescita per una realtà nuova e già così consolidata anche sui mercati esteri dove si dovrà pensare ad un adeguato servizio di assistenza post vendita.

"Sul tema dell’export – commenta il socio responsabile dell’assistenza e della installazione – siamo particolarmente impegnati e non solo per le implicazioni inevitabili legate alla qualità del prodotto che è strettamente legato al processo produttivo.

In questo contesto abbiamo attivato le procedure per la certificazione di qualità, un appuntamento al quale non possiamo mancare se davvero vogliamo competere in un mercato agguerrito e difficile come il nostro".

Un successo continuo che premia la caparbietà e la costanza di questi tre giovani ex dipendenti che hanno scommesso su se stessi rischiando in proprio, ma ne valeva veramente la pena.

 

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 12 gennaio 1996

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato

Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 3
- dopo i primi 12 mesi: 7

Fatturato:

- nel primo esercizio: 900 milioni
- nel secondo esercizio: 1.500 milioni

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • altro

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

L’idraulico

L'idraulico è certamente il lavoro artigiano tra i più classici e diffusi nella coscienza popolare, ma non sempre l’immagine corrisponde alla realtà che assume invece colori e tratti inediti.

L’esperienza dell’azienda che consideriamo comincia della seconda parte del 1996 grazie ad un socio finanziatore che permette di costituire una società in accomandita semplice con un ex dipendente che ha maturato esperienza decennale nel settore.

"Le esigenze di un attività come quella dell’idraulico tradizionale – osserva il giovane artigiano – non sono particolarmente rilevanti, basta un furgoncino e l’attrezzatura minima ma, soprattutto, un bagaglio di professionalità e il mestiere.

Non è un lavoro difficile, ma serve pazienza, umiltà e voglia di imparare seguendo un percorso formativo fatto giorno per giorno con una manualità che si acquista solo con l’esperienza".

E, in effetti, il "mestiere" va rubato dall’esperienza altrui.

La formazione teorica, pur necessaria, non può prescindere dall’esperienza concreta fatta sui casi specifici, sapendo cogliere nelle varie problematiche che si presentano nelle diverse situazioni.

"La mia personale esperienza – commenta il giovane idraulico - mi ha insegnato che se è difficile imparare il mestiere è ancora più difficile conquistarsi il mercato e difficilissimo starci.

All’inizio dovendo operare per ragioni famigliari in un comune piccolo diverso da quello dove sono nato e vissuto prima, ho avuto problemi di accreditamento nei confronti di una clientela costituita prevalentemente da privati che vedono nell’idraulico la figura dell’artigiano che va scelto sulla scorta della conoscenza personale in un rapporto fiduciario stretto, e non valgono certo gli spazi pubblicitari a garantire questa fiducia.

Ma, una volta conquistata la fiducia del cliente cosiddetto privato, bisogna saperla mantenere tenendo conto anche del fatto che le modalità di pagamento, trattandosi di privati, sono legate agli usi e costumi del territorio e non sempre seguono la logica dell’impresa….

Altra cosa è se ci si rivolge ad un mercato non privato e io mi sono rivolto recentemente a questo settore che sta dando notevoli soddisfazioni, non fosse altro per la continuità del lavoro e la regolarità nei pagamenti.

Francamente se dovessi dare un consiglio a qualcuno che intendesse mettersi in proprio ed avviare una attività di idraulico inteso in senso tradizionale raccomanderei senz’altro di attrezzarsi culturalmente per affrontare con una solida preparazione e una organizzazione adeguata un mercato difficile e chiuso.

Innanzitutto suggerirei di accostarsi in qualche modo ad altri artigiani dello stesso settore così da affrancarsi rispetto all’handicap dell’accreditamento. "

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 1 giugno 1996

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato

Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 2
- dopo i primi 12 mesi: 2

Fatturato:

- nel primo esercizio: 50 milioni
- nel secondo esercizio: 60 milioni

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • - altro (recupero crediti)

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

L’officina meccanica

Anche l’officina meccanica realizzata sotto forma di ditta individuale localizzata in un comune di piccole dimensioni, rappresenta una esperienza contraddittoria e contrappuntata da delusioni e difficoltà.

Nata nel ’97 per volontà di un ex dipendente del settore come ditta individuale artigiana l’officina meccanica si è installata in un piccolo locale preso in affitto.

"Ho avviato questa attività – commenta l’artigiano – perché ho sempre avuto una notevole passione per i motori, per le macchine, per tutto ciò che è meccanico.

L’esperienza l’ho maturata prima come dipendente, per 15 anni, poi ho deciso di mettermi in proprio e di tentare questa avventura.

Le difficoltà incontrate in questo primo anno di attività sono legate alla carenza di lavoro che deriva dalla legge che incentiva la cosiddetta rottamazione degli autoveicoli spingendo i possessori di autoveicoli di fronte agli incentivi pubblici a preferire alla riparazione la sostituzione del proprio veicolo piuttosto.

A questo aggiungiamo il fatto che, nei piccoli comuni l’autofficina, il meccanico come viene chiamato chi fa il mio mestiere, viene solitamente scelto per conoscenza personale ed è certamente difficile farsi conoscere."

Guardando alle prospettive di mercato emerge l’esigenza di diversificare l’attività introducendo servizi nuovi in ambiti non saturi come ad esempio l’assistenza per la installazione e manutenzione degli impianti a gas che offrono spazi inesplorati.

"Mi auguro – osserva il meccanico – che accanto alla rottamazione venga avanti anche una cultura nuova della cura e manutenzione degli autoveicoli.

Non serve a nulla, infatti, ammodernare il parco mezzi del nostro Paese se contemporaneamente non si procede nella normale e costante manutenzione dei automezzi esistenti."

Pur in queste difficoltà il nostro meccanico che si dichiara inguaribilmente malato di "motorite" ha avviato la propria attività d’impresa partendo con investimenti minimi ma guardando alle potenzialità di un mercato che può offrire molto.

Come in qualsiasi altro lavoro artigiano dove il rapporto fiduciario è l’elemento fondamentale per garantire la possibilità concreta di lavorare, anche nell’autofficina appare indispensabile acquisire una esperienza pluriennale lavorando fianco a fianco con altri artigiani del settore.

"Un consiglio a chi intende cominciare come ho fatto io – commenta l’artigiano – è senz’altro quello di guardare al lavoro degli altri, ma soprattutto quello di amare il proprio lavoro dedicandogli il tempo necessario con generosità.

Solo così è possibile acquisire quella manualità e quella padronanza indispensabili per offrire un servizio adeguato e puntuale".

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 1 aprile 1997

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato

Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 1

- dopo i primi 12 mesi: 1

Fatturato:

- nel primo esercizio: 30 milioni

- nel secondo esercizio: 35 milioni

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • altro (recupero crediti)

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

L’installatore di impianti elettrici

L'azienda in considerazione nasce nel 1996 per volontà di due ex dipendenti di una ditta che hanno maturato una esperienza pluriennale nel settore della progettazione e installazione di impianti elettrici.

Le esigenze manifestate sotto il profilo della organizzazione aziendale sono state non particolarmente rilevanti, almeno inizialmente.

Infatti non necessitando di particolare attrezzature e svolgendosi l’attività prevalentemente ai cantieri esterni, l’investimento è stato limitato intorno ai 25 milioni.

Nella organizzazione dell’impresa le mansioni tipiche aziendali sono equamente distribuite fra i due soci che accomunano al lavoro concreto svolto nei cantieri, la progettazione, l’assistenza tecnica e l’amministrazione complessiva della società.

Ci troviamo di fronte ad una azienda artigiana che ha visto significativamente incrementato il fatturato passato dagli 80 milioni del ’96, ai 180 milioni del ‘97 e ai 200 del ’98, questo grazie ad un lavoro sistematico e apprezzato che ha fatto da vero veicolo promozionale.

"Il nostro lavoro – confessa uno dei soci – guarda ad un mercato in espansione ma può trovare spazio a condizione che ci si attrezzi professionalmente e culturalmente.

Io, ad esempio ho seguito un corso di formazione specifico per la programmazione macchine a computer e questo mi ha permesso di sviluppare una attività nuova e con procedure inusuali garantendo una assistenza tecnica a distanza.

Avendo inserito nel mio computer portatile tutti i programmi relativi alle installazioni svolte nel corso della mia attività, sono in grado di eseguire in tempo reale delle riparazioni ad un impianto installato a centinaia di chilometri di distanza senza dovermi spostare da casa mia."

Nuovi orizzonti si aprono a chi si attrezza culturalmente e tecnicamente alla bisogna.

In questo senso il lavoro artigiano tecnologicamente innovativo può tradursi in una prospettiva stimolante e creativa, dove la manualità si integra con la inventiva, dove l’esperienza può arricchirsi di cultura.

Questa nuova frontiera del lavoro artigiano che sa cogliere l’innovazione tecnologica senza rinunciare alla propria identità e specificità rappresenta la prospettiva con la quale gli imprenditori artigiani dovranno fare i conti.

Il telelavoro, il lavoro a distanza, sarà sempre più il modello su cui costruire il nuovo modo di lavorare.

Per questo la conoscenza delle nuove tecnologie e la formazione continua possono contribuire moltissimo ad attrezzare il proprio bagaglio culturale indispensabile se si vuole far emergere le proprie potenzialità in un contesto sociale ed economico in continua trasformazione.

E’ certamente faticoso fare tutto ciò, ma è la sola strada percorribile per chi intende guardare avanti e ha voglia di crescere professionalmente.

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 2 febbraio 1996

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato

Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 2

- dopo i primi 12 mesi: 2

Fatturato:

- nel primo esercizio: 80 milioni

- nel secondo esercizio: 180 milioni

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • altro

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

Il paesaggista e manutentore del verde.

Quella della ditta che opera nell’area della manutenzione dei parchi e giardini è una attività artigiana che per le sue caratteristiche è molto vicina al lavoro agricolo.

La ditta che consideriamo è una ditta individuale sorta nel marzo del ’96 per volontà di un ex dipendente che ha inteso promuovere una iniziativa imprenditoriale autonoma forte della esperienza acquisita nel settore.

"La passione per le piante e per il verde – commenta il neo imprenditore – mi ha spinto a tentare l’avvio di questa attività professionale che bene si adatta con il mio modo di intendere il lavoro.

Sulla base della mia sensibilità personale e grazie alla collaborazione dei miei famigliari mi è stato possibile garantire un servizio adeguato alle esigenze del mercato prevalentemente locale. "

L’attività svolta da questa azienda artigiana riguarda la progettazione, la manutenzione, la posa d impianti di irrigazione di parchi e giardini.

Si tratta di una attività che ha scoperto negli ultimi anni una notevole espansione grazie ad un sempre più diffuso amore per il verde.

Oggi, tuttavia, in ragione di queste nuove esigenze si rende necessario offrire un servizio sempre più completo e adeguato. Il mercato richiede professionalità, esperienza, sensibilità, gusto e rapidità.

Il saper coniugare tutte queste esigenze fa dell’artigiano un imprenditore di successo.

"Quando ho cominciato – osserva il nostro imprenditore – sapevo di incontrare un settore difficile, ma confesso che il lavoro che faccio mi piace e non mi pesa certamente l’impegno che devo dedicare se voglio che tutto fili per il verso giusto e senza intoppi.

Il mio lavoro comporta professionalità, ma, soprattutto, amore per il verde e per le sue varie forme e espressioni che può trovare nel giardino e nel parco urbano una giusta valorizzazione".

E’ certamente una professione creativa a contatto con la natura.

Essa comporta una particolare sensibilità oltre che una costanza di impegno.

Le nuove prospettive di mercato fanno emergere spazi non indifferenti di operatività grazie ad un progressiva e sistematica nuova attenzione al verde e agli spazi di fruibilità nel verde.

Questa crescita dell’interesse e dell’attenzione per l’arredo urbano, per lo spazio verde considerato come patrimonio collettivo irrinunciabile offre nuove prospettive di grande portata per la professione del manutentore del verde.

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 1 aprile 1996

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato

Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 1

- dopo i primi 12 mesi: 2

Fatturato:

- nel primo esercizio: 100 milioni

- nel secondo esercizio: 110 milioni

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • altro

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

Il parrucchiere

Nel contesto dei mestieri artigiani quello del parrucchiere assume una rilevanza significativa soprattutto in una società dove l’aspetto fisico appare fondamentale.

Quella della bottega artigiana che consideriamo qui è una esperienza che nasce dalla volontà maturata nel corso del 1997 e concretizzatasi nell’ottobre dello stesso anno con l’apertura del negozio, come viene comunemente chiamata la bottega artigiana del parrucchiere..., in Crema.

"L’esperienza acquisita - commenta la giovane titolare - come aiutante in un negozio da oltre 10 anni mi ha spinto a tentare l’avventura del lavoro in proprio.

Difficoltà sono state oggettivamente enormi in questo ambito. Innanzitutto la localizzazione del negozio, che non poteva che essere di facile accesso e in un comune con una potenziale utenza significativa.

Poi i problemi burocratici legati alla licenza per l’esercizio dell’attività, i permessi, le autorizzazioni.

Un elenco interminabile di adempimenti che hanno pesato non poco sui tempi di avvio dell’attività.

Ma, dopo queste attese, finalmente sono riuscita a concretizzare il mio sogno: avere un negozio tutto mio".

Evidentemente la voglia di mettersi in proprio era più forte delle resistenze burocratiche e amministrative che si frappongono a chi intende avviare una attività di questo tipo.

Superata la prima soglia fondamentale della qualifica che viene richiesta, si tratta infatti di recuperare una licenza il cui rilascio è limitato per comune in ragione del numero di abitanti.

Ne consegue che pur in presenza di una qualifica, a seguito della partecipazione a corsi di formazione autorizzati, o a seguito di formazione diretta pluriennale in un laboratorio, non è scontata l’apertura immediata di un laboratorio in qualsiasi comune.

"Bisogna fare i conti con la normativa - osserva la giovane imprenditrice - una normativa che tende a tutelare chi ha già una licenza a scapito delle nuove leve.

Io, tuttavia, grazie alla licenza conquistata a Crema ho potuto avviare l’attività grazie all’aiuto della mia famiglia che mi ha affiancato economicamente soprattutto nella prima difficile fase di avvio.

Il farsi conoscere e apprezzare è un dato fondamentale ma richiede tempo e costanza nel lavoro.

Per questo ho puntato, almeno in questa prima fase di attività, ad operare con le sole mie forze, senza altri collaboratori.

Nei prossimi mesi , una volta acquisita la clientela sufficiente sarà possibile anzi necessario integrare l’organizzazione con l’inserimento di una lavorante apprendista..

Nel nostro settore l’aggiornamento è indispensabile, per questo ho partecipato volentieri al corso di formazione organizzato della Libera Associazione Artigiani di Crema e finanziato dal F.S.E. finalizzato alla acquisizione di competenze professionali sul versante del taglio unisex.

Oggi, a differenza del passato, anche i ragazzi fanno ricorso a trattamenti per i capelli che una volta erano esclusiva delle donne e questo impone di attrezzarsi tecnicamente e organizzativamente se si vuole competere in un mercato difficile e agguerrito".

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 11 settembre 1997

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato

Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 1

- dopo i primi 12 mesi: 1

Fatturato:

- nel primo esercizio: 35 milioni

- nel secondo esercizio: 50 milioni (previsione)

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • altro (formazione e aggiorn.)

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

L’estetista

In una società sempre più legata al mito dell’apparire, una delle attività di maggiore potenzialità e in costante sviluppo è certamente quella dell’estetista.

L’esperienza da noi considerata parte dal gennaio del 1997 per volontà di due socie che danno vita a una società in nome collettivo.

Poche risorse disponibili, un diploma in tasca ma tanta voglia di realizzare una attività autonoma.

" La nostra voglia di intrapresa - commenta la socia più anziana... si fa per dire visto che entrambe sono poco più che venticinquenni.... - ci ha spinto ad unire le forze per meglio affrontare i problemi con cui ci si trova a fare i conti mettendosi in proprio.

I costi del laboratorio, le attrezzature, gli adempimenti burocratici, un insieme di problemi che non immaginavamo esistessero non favoriscono certo la scelta del mettersi in proprio."

"Nel nostro settore - commenta la socia più giovane che è anche la socia qualificata ai sensi della legge vigente in materia che risale al 1990 - è fondamentale acquisire la fiducia del cliente, ma per fare questo bisogna avere la possibilità di farsi conoscere e giudicare.

Per questo, soprattutto per chi come noi non risiede nella realtà dove opera, è importantissimo promuovere opportunamente l’immagine e l’attività.

Bisogna far sapere che ci siamo e far sapere che offriamo garanzia di qualità, competenza ed equità nel prezzo dei nostri servizi.

E’ difficile, ma possiamo ben dire che ci siamo riuscite visto che la clientela acquisita in questo primo anno di attività è una clientela ormai consolidata e che apprezza il nostro lavoro.

Questo settore di attività , come tutti i settori che hanno a che fare con la persona e il suo aspetto, risentono enormemente dell’influsso della moda e del gusto.

Per questo è indispensabile un continuo aggiornamento che comporta la partecipazione a corsi di formazione e qualificazione specializzati a cui bisogna partecipare se realmente si vuol mantenere un livello qualitativo adeguato.

Nell’ambito dell’attività di estetista, analogamente a quanto già avviene per l’attività del parrucchiere, sono sempre più i ragazzi che ricorrono alle cure di esperti per migliorare il proprio aspetto fisico.

Ormai la bellezza e la cura degli inestetismi non sono più solo prerogativa della donna e si apre quindi uno sbocco di mercato enorme per chi intende avviare una attività nel settore.

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 7 gennaio 1997

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato

Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 2

- dopo i primi 12 mesi: 2

Fatturato:

- nel primo esercizio: 60 milioni

- nel secondo esercizio: 90 milioni (previsione)

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • altro (formaz. e aggiorn.)

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

Il conservatore e restauratore di opere d’arte

La giovane imprenditrice che incontriamo nella bottega artigiana allestita in un locale recuperato nella casa paterna, rappresenta la naturale continuità di una tradizione preziosissima e molto particolare di "maestro artigiano".

Quello dell’artigiano restauratore è infatti un "mestiere" delicatissimo che impone una manualità fortemente coniugata ad una cultura e a una tecnica che abbiano radici solide.

Pregiudicare un’opera d’arte con un cattivo restauro rappresenta quanto di più nefasto si possa immaginare.

La responsabilità di chi ha la cura del restauro è enorme e impone un rigore e una serietà veri e autentici.

"Ho immaginato di fare questa professione - commenta la nostra giovane interlocutrice - sin dal periodo scolastico, periodo a partire dal quale ho cominciato a cercare sui libri di casa le illustrazioni che non potevo trovare semplicemente nei libri di testo.

La voglia di conoscere, di vedere, di imparare a leggere l’opera d’arte è cresciuta con me e mi ha certamente spinto a scegliere l’indirizzo scolastico che mi ha permesso di acquisire quella professionalità che ora sto spendendo nel mio lavoro.

L’amore per l’arte e per la professione sono due facce della stessa medaglia che uno si porta dentro e che non ti abbandonano mai.

A me è capitato proprio questo, ho immaginato di fare questo lavoro e mi sono dedicata con l’aiuto dei miei genitori realizzando il mio sogno di avere una "bottega" tutta mia.

Nel mio settore il "mestiere" si impara con l’impegno e l’umiltà tipici degli artigiani che non si fermano mai, nemmeno di fronte alle difficoltà che appaiono insormontabili.

Gli investimenti necessari per svolgere la mia attività non sono particolarmente gravosi, almeno se ci riferiamo a quelli essenziali: un mezzo per spostarsi, un attrezzo per lavorare in quota se si tratta di affreschi, ma soprattutto un bagaglio culturale che non è mai pieno a sufficienza.

Le tecniche del restauro sono, infatti, in continua evoluzione ed è necessario aggiornarsi sistematicamente evitando di improvvisare se si vuole un risultato all’altezza della situazione."

Un lavoro artigiano che poggia le sue radici nella cultura e nella tradizione dei grandi artisti di cui il nostro Paese è così ricco.

Nel loro piccolo questi artigiani svolgono un’opera meritoria e di grande valenza culturale portando in luce opere e lavori che il tempo e l’incuria hanno malridotto.

Quello del restauratore e del conservatore di opere d’arte è indubbiamente un tipo di artigianato particolare, ma proprio per questo abbiamo voluto raccontarlo in questa raccolta.

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 13 febbraio 1996

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato

Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 1

- dopo i primi 12 mesi: 1

Fatturato:

- nel primo esercizio: 35 milioni

- nel secondo esercizio: 40 milioni

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • altro (formazione)

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

Il falegname

All’interno delle categorie artigiane più note nell’opinione pubblica e che spesso tracimano nella caricatura, quella del falegname è, forse, la più nota.

Lo dimostra l’accostamento alla bottega di Geppetto che Collodi ha disegnato così bene quando inventò Pinocchio.

Ma quelli erano altri tempi e la tecnologia ha fatto nel frattempo passi da gigante.

Il falegname che incontriamo ha avviato la propria attività all’inizio del 1996 sotto forma di ditta individuale.

Nato come artigianato di servizio alle cose, il laboratorio del nostro falegname si è attrezzato nella posa e montaggio di mobili e serramenti, un lavoro fatto di manualità consolidata e di tradizione.

"Il mio lavoro - commenta il giovane falegname - fa perno sulla capacità di utilizzo di un materiale vecchio come il mondo: il legno.

Conoscere la materia prima, le caratteristiche morfologiche, come si comporta se esposto al caldo, al freddo all’acqua, al gelo, è indispensabile per chi deve trovare la giusta applicazione che risponda alle esigenze per cui viene impiegato.

Da qui l’esigenza di maturare una conoscenza che può nascere solo dall’esperienza quotidiana sull’impiego delle diverse essenze legnose per le diverse applicazioni.

La mia scelta personale è maturata come dipendente di una ditta che opera nel settore da anni. E’ nata in me la voglia di tentare l’esperienza di gestione diretta e in proprio mettendo a frutto quanto ho imparato in questi anni di lavoro.

Con la ditta per cui lavoravo ho continuato a mantenere un buon rapporto e spesso collaboriamo per la realizzazione di alcuni lavori che richiedono più competenze e professionalità.

Il mio sogno sarebbe quello di realizzare una sorta di pronto soccorso per la casa dove si possano rivolgere i clienti che presentano problemi di piccole manutenzioni per la propria abitazione.

Questo "pronto soccorso" dovrebbe essere dotato di tutte le professionalità necessarie quali l’idraulico, l’elettricista, il muratore, l’imbianchino, il falegname, il tappezziere, il piastrellista, e dovrebbe poter contare su una capillare presenza sul territorio.

In questo modo si potrebbero incontrare esigenze diverse e troverebbero adeguate, convenienti e rapide risposte i clienti".

Altro che bottega di Geppetto , qui si parla di economia di scala, di marketing di fatturato, un modo moderno di intendere la vita artigiana.

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 21 novembre 1996

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato

Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 1

- dopo i primi 12 mesi: 1

Fatturato:

- nel primo esercizio: 35 milioni

- nel secondo esercizio: 45 milioni

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • altro

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

L’imbianchino

La ditta individuale del nostro giovane interlocutore nasce nel febbraio del 1996 ed è maturata come scelta di un ex dipendente, poco più che venticinquenne, che ha inteso avviare l’impresa.

"Con in tasca poche lire - osserva il nostro imbianchino - ma con una gran voglia di lavorare, ho cominciato ad operare un paio di anni fa e, oggi, ho consolidato un parco clienti discreto.

Posso dire che nel mio settore la rapidità di risposta, la serietà, la professionalità, il prezzo sono inscindibili in un mercato incostante e difficile.

Il mio lavoro è non sempre programmabile come vorremmo, ma ha punte di tensione che pesano non poco sull’organizzazione generale e sulla possibile risposta da dare al cliente.

Quando ho cominciato ad operare in modo diretto e autonomo mi sono reso conto dei problemi che si incontrano di fronte ad una clientela che vuole il lavoro fatto in tempi impossibili e magari con pagamenti altrettanto impossibili.

Un conto è lavorare per ditte, e allora si ha la garanzia della continuità e della programmabilità degli interventi, un conto è lavorare per i privati, che presentano esigenze difficili e complesse.

La mia personale esperienza è rivolta sia al versante dei cosiddetti privati che al versante delle imprese.

Da una parte abbiamo un rapporto informale, fondato sulla fiducia reciproca, sulla contrattazione continua circa le modalità di intervento, i tempi, i costi..., mentre dall’altra abbiamo interlocutori che una volta definiti i prezzi e di tempi di consegna vogliono soro che queste intese vengano rispettate.

E’ un approccio diverso alla clientela che impone una organizzazione differenziata.

Io credo che uno spazio enorme possa venire dalla capacità di organizzare una serie completa di servizi per la casa, un insieme di servizi che vanno dalle piccole manutenzioni edilizie, idrauliche, elettriche fino alla pulizia straordinaria degli edifici".

Spesso, infatti, gli artigiani titolari di piccole imprese si trovano di fronte a situazioni complesse dove sarebbe fondamentale poter contare sull’apporto di diverse professionalità non disponibili all’interno dell’azienda.

Per questo la Libera Associazione Artigiani sta promuovendo un consorzio specifico nel quale far confluire gli artigiani che operano nel settore: idraulici, elettricisti, manutentori, imbianchini, muratori, piastrellisti, pulitori, facchini, ecc.

Questa forma associata d’impresa può concorrere a favorire la migliore risposta alla clientela offrendo un servizio a tutto campo con una reperibilità in tempo reale.

La forma associata d’impresa può infatti supplire alla carenza di personale che le piccole imprese artigiane manifestano pur mantenendo le stesse la massima autonomia organizzativa e gestionale, offrendo nel contempo spazi di copertura del mercato impensabili singolarmente.

SCHEDA TECNICA DI SINTESI

Categoria:

  • artigianato artistico
  • artigianato di servizio alla persona
  • artigianato di servizio alle cose

Ragione sociale:

  • ditta individuale
  • impresa familiare
  • società di accomandita semplice
  • società in nome collettivo
  • società cooperativa
  • società a responsabilità limitata a socio unico

Data di costituzione: 19 febbraio 1996

Localizzazione dell’attività:

  • comune di residenza
  • comune della circoscrizione di residenza
  • comune non della circoscrizione di residenza

Esperienza precedente di lavoro:

  • ex dipendente nello stesso settore
  • ex dipendente in altro settore
  • lavoratore autonomo in altro settore
  • inoccupato

Numero addetti, compresi i titolari:

- all’inizio dell’attività: 1

- dopo i primi 12 mesi: 1

Fatturato:

- nel primo esercizio: 30 milioni

- nel secondo esercizio: 35 milioni

Principali problematiche incontrate nell’avvio dell’attività:

  • localizzazione
  • burocrazia
  • previdenza
  • amministrazione e contabilità
  • conoscenza del mercato
  • settore di attività
  • credito ordinario
  • credito agevolato
  • fisco
  • altro (recupero crediti)

Servizi richiesti nella fase di avvio:

  • fiscale
  • paghe
  • contabilità
  • ambiente
  • formazione
  • credito agevolato
  • credito conv. (garanzia fidi)
  • altro

Parte seconda

(presente su questo CD-Rom)

Mettersi in proprio: approccio sistematico alle problematiche burocratiche e amministrative proprie dell’impresa.

  • Come scegliere la nuova attività
  • A. Considerazioni preliminari
    B. Settori di attività
    C. Artigianato
    D. La forma giuridica
  • Gli adempimenti burocratici e le procedure

Come scegliere la nuova attività

(Inizio della navigazione nel CD-Rom)

In queste pagine tracciamo un percorso che permetterà di aggirarsi con consapevolezza nella "giungla" della burocrazia.

Per meglio visualizzare i tempi necessari all’espletamento degli adempimenti burocratici, si è convenuto di stabilire in una giornata il tempo da dedicare a ciascun ente o organismo cui ci si rivolge.

Nel percorso viene ipotizzato che per l’espletamento di ogni adempimento il nuovo imprenditore impieghi un giorno; in calce ad ogni pagina relativa agli adempimenti vengono evidenziati i giorni cumulativi per l’espletamento degli stessi dalla data di avvio.

Tali tempi, tuttavia possono essere notevolmente compressi con l’apporto della struttura tecnica dell’associazione di categoria che può adempiere a tali incombenze potendo contare su una propria organizzazione stabile.

Una giungla fatta di adempimenti, di obblighi e irta di difficoltà cui abbiamo cercato di dare soluzione offrendo le necessarie informazioni indispensabili per dare vita ad una nuova impresa artigiana.

Partiamo dalla scelta del settore di attività, per poi individuare la forma giuridica che intendiamo adottare per la nostra impresa simulando tutti gli adempimenti burocratici che ci troviamo ad affrontare nel cammino che ci porta a creare la nuova impresa artigiana.

Nel percorso ipotizzato, che prevede una prima parte di carattere informativo comune a tutte le forme giuridiche d’impresa, è previsto ogni adempimento necessario a creare un’impresa sia nell’ipotesi con dipendenti che nell’ipotesi senza dipendenti.

Per tutti questi adempimenti che potrebbero apparire a volte impraticabili o inabbordabili, le associazioni di cateogria possono svolgere e, in buona misura questo avviene già, un ruolo di aiuto e di assistenza tecnica agli imprenditori.

Vale la pena farsi affiancare dalle associazioni che possono accelerare le procedure disponendo di competenze specifiche e di personale qualificato in grado di assolevere alle incombenze burocratiche e amministrative quotidiane.


Parte terza

(presente su questo CD-Rom)

Diventare artigiano: districarsi nella selva degli adempimenti e come rispondere ai problemi concreti del fare impresa nel settore artigiano


Parte quarta

(presente su questo CD-Rom)

Gli incentivi per le imprese artigiane.

  • Schede relative agli incentivi pubblici

Indice del libro

Presentazione ...............................................................……………................ pag. 3

Parte prima:

L’esperienza di 20 giovani imprese artigiane cremasche.

I risultati del monitoraggio ..........................................……………........ pag. 11

L’orafo ................................................................…..…….…..................... pag. 19

L’impiantista di sistemi automatizzati ..............………..…..................... pag. 23

L’idraulico .............................................................….…..…….................. pag. 27

L’officina meccanica di riparazione autoveicoli ...…..…….................. pag. 31

L’impiantista elettrico .............................................…..………................ pag. 35

Il paesaggista e manutentore del verde …..............…..………….......... pag. 39

Il parrucchiere............................................................…..………............... pag. 43

L’estetista .................................................…………................................. pag. 47

Il conservatore e restauratore opere d’arte .....…..…....…................... pag. 51

Il falegname ................................................………….......…................... pag. 55

L’imbianchino .................................................…………...................….. pag. 59

Parte seconda

Mettersi in proprio: approccio sistematico alle problematiche burocratiche

e amministrative proprie dell’impresa.

Come scegliere la nuova attività .........…………..............................… pag. 65

A - Considerazioni preliminari ..……….….……..……………………. pag. 67

B - Settori di attività ……………………..…………………………….. pag. 71

C - Artigianato ……………………………..…………………………... pag. 73

D - La forma giuridica………………………..…..………………….…. pag. 77

Parte terza

Diventare artigiano: districarsi nella selva degli adempimenti e come rispondere

ai problemi concreti del fare impresa nel settore artigiano.

Navigare negli adempimenti burocratici …...........………….….......... pag. 83

Il business plan ………….............…………............................….......... pag 95

Il budget ..……………………......………….............................….......... pag. 99

La ditta individuale ......................…………............................…........... pag. 103

L’impresa familiare............................…………........................….......... pag. 117

La società in nome collettivo.........………….........................….......... pag. 133

La società in accomandita semplice..............………..........……........ pag. 151

La società cooperativa ………………………… ..…………..…........ pag. 169

La società a responsabilità limitata a socio unico.….....…..….….... pag. 189

Parte quarta

La normativa di riferimento e gli incentivi per le imprese artigiane.

Le leggi dell’artigianato.......................................….………................ pag. 211

Schede relative agli incentivi pubblici..............………….................. pag. 221


Coordinamento istituzionale

Mario Bettini - Segretario L.A.A.

Coordinamento tecnico

Giuseppe Zucchetti

Massimo Rossini

Enrico Zucchi

Gruppo di lavoro

Eugenio Feroldi (coordinatore)

Laura Baroni, Stefano Marconi, Cristiano Piubeni,

Paolo Piubeni, Mauro Rossini, Lidia Simonetti, Walter Simonetti

Segreteria editoriale

Manuela Carera, Sonia Martellosio

Coordinamento editoriale

F.T. Service S.c.r.l.

Illustrazioni

Roberta Zucchi

Elaborazione CD

Emanuele Zadro

Si ringraziano per la preziosa collaborazione:

Polo Universitario di Crema,

CCIAA di Cremona e Segreteria della C.P.A., A.S.L. provinciale,

INAIL e INPS provinciali, Ufficio I.V.A. di Cremona

Sezione Circoscrizionale per l’Impiego di Crema,

E.L.B.A., C.A.S.A. regionale.

Un ringraziamento particolare ai dipendenti ed ai collaboratori della Libera Associazione Artigiani e dell’Artigianato Servizi S.r.l. per le determinanti disponibilità e collaborazioni offerte.

A cura della Libera Associazione Artigiani